IL PIANO DI RISANAMENTO ALLA LUCE DEI NUOVI PRINCIPI DI REDAZIONE

IL PIANO DI RISANAMENTO ALLA LUCE DEI NUOVI PRINCIPI DI REDAZIONE

Nei mesi scorsi la Fondazione Nazionale dei Commercialisti ha emanato un documento, inserito nella sezione Libri (https://www.fondazionenazionalecommercialisti.it/node/1392), contenente i principi per la redazione del Piano di risanamento.

L’intento del pregevole lavoro è quello di offrire un punto di riferimento per i professionisti incaricati a svolgere tale delicata attività, anche alla luce del nuovo Codice della Crisi d’impresa.

Il documento vuole inquadrarsi quale elemento aggiuntivo e possibilmente di sintesi all’interno delle fonti informative già esistenti, quali ad esempio la “Guida al Piano Industriale di Borsa Italiana (2003)” e le “Linee Guida alla redazione del Business Plan del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (2011)”.

In generale, i principi enunciati dalla Fondazione vengono proposti come indicativi delle migliori pratiche di redazione dei Piani di risanamento, e non come precetti assoluti.

Per renderli adatti a tutte le tipologie di imprese, particolari semplificazioni sono state previste per le MPMI (micro, piccole e medie imprese, come definite dalla Raccomandazione della Commissione delle Comunità Europee n. 2003/361/CE, del 6 maggio 2003).

 

 

I NUOVI PRINCIPI

Esaminiamo ora alcuni dei punti salienti del documento.

Il Piano di Risanamento viene definito come un documento approvato dall’organo amministrativo con il quale vengono rappresentate le azioni strategiche e operative tramite le quali un’azienda intende uscire dallo stato di crisi, ripristinando le condizioni di equilibrio economico, finanziario e patrimoniale.

Il fine principale del Piano è quello di far aderire gli stakeholders al progetto di risanamento, contribuendo con risorse operative o finanziarie ovvero con l’adesione ai sacrifici richiesti.

In base ai principi emanati la responsabilità del Piano è dell’organo amministrativo, anche nel caso vi sia il supporto di consulenti. Tale responsabilità è esteso non solo ai contenuti, ma anche al rispetto delle forme e delle tecniche di redazione eventualmente imposte, nonché agli obblighi di comunicazione.

Viene precisato che il Piano può collocarsi sia entro un percorso di risanamento disciplinato da norme specifiche, sia al di fuori di esso, quale autonoma determinazione dell’organo amministrativo.

In merito ai contenuti e alla forma del piano viene stabilito:

 

  • il Piano deve essere ovviamente un documento redatto in forma scritta e per esteso: non è considerato idoneo un semplice assieme di slide senza contenuto analitico. E’ richiesto un indice, una parte descrittiva, integrata dai grafici e tabelle, con pagine numerate progressivamente e firmate da parte del legale rappresentante;
  • i dati contenuti nel Piano devono rappresentare le migliori stime formulabili dal Management al momento di redazione e di utilizzo dello stesso;
  • il Piano deve essere coerente e, quindi, va costruito basandosi su un sistema di ipotesi logicamente connesse tra loro. La coerenza costituisce un presupposto dell’attendibilità. I nessi causali che legano le variabili tecnico-operative con quelle economiche, finanziarie e patrimoniali devono essere evidenziati e devono essere coerenti tra loro;
  • fondamentale è il requisito dell’ attendibilità, ovvero che le ipotesi assunte per la sua costruzione degli scenari siano ragionevoli e dimostrabili;
  • il Piano deve dimostrare il riequilibrio finanziario, economico e patrimoniale dell’impresa che, pertanto, a regime, dovrà essere in grado di conseguire flussi di cassa operativi, al netto degli investimenti di mantenimento, atti ad assicurare il servizio del debito;
  • la data di riferimento contabile del Piano dovrebbe essere quanto più prossima a quella di redazione dello stesso, e non deve possibilmente superare il limite di quattro mesi;
  • le previsioni di Piano devono essere esposte con una scansione temporale adeguata. Soprattutto per il primo esercizio coperto dal Piano viene richiesto un grado di dettaglio idoneo a consentire la verifica dell’avanzamento anche per ristretti intervalli di tempo;
  • interessante è la previsione che Se la diffusione di alcune informazioni può danneggiare l’impresa, queste possono essere aggregate od omesse, fatta salva la possibilità dell’attestatore o degli organi dell’eventuale procedura di richiedere ulteriori dettagli ed eventuali prove documentali;
  • sia nel corso della redazione del Piano che nella fase di sua esecuzione, il Management dovrà dimostrare nei fatti la propria ferma volontà ed impegno in prima persona al risanamento aziendale.

 

Alla luce dei nuovi principi è quindi necessario rivedere sia la forma che i contenuti della relazione con cui si presenta il Piano ai creditori e agli Organi competenti.

Interessante, in tal senso, il modello conforme alle nuove prescrizioni che ha già predisposto Net Consulting srl (vedi esempio e vedi prezzi).

La relazione, che è composta da oltre 100 pagine in Word facilmente modificabili e personalizzabili, contiene una vasta casistica di ipotesi e formule alternative, tra le quali si potrà scegliere di volta in volta le più adatte al proprio caso.

Sono inclusi anche tutti gli schemi di Conto economico, Stato patrimoniale e Rendiconto finanziario, conformi agli standard richiesti. Peraltro, ad abundantiam, la parte numerica e tabellare della relazione può essere compilata automaticamente prelevando i dati dal software di Business Planning ed Analisi finanziaria Suite Top Value, rendendo ulteriormente veloce e sicura la redazione dell’elaborato.

 

Alessandro Scaranello

Dottore Commercialista dell’Ordine di Rimini – specializzato in Economia e Finanza d’impresa.

 

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